Transizione Industriale: Made in Italy e formazione strategica

Il futuro del manifatturiero e dell’economia circolare non dipende solo da tecnologie e investimenti, ma dalla capacità di formare persone con competenze adeguate. In uno scenario in cui la geografia dell’economia globale si sta rapidamente ridisegnando, la capacità industriale e la forza del Made in Italy tornano ad assumere una rilevanza strategica. È questo il forte messaggio emerso a Roma durante la giornata conclusiva del Mics Forward, l’evento nazionale dedicato al futuro della manifattura promosso dalla Fondazione Mics (Made in Italy Circolare e Sostenibile), che ha riunito all’Auditorium della Tecnica una vasta platea di imprenditori, ricercatori, istituzioni e associazioni di categoria.

 

L’Italia si conferma la seconda manifattura del Continente alle spalle della Germania, contribuendo per il 13/14% al totale manifatturiero dell’UE. Il nostro ecosistema si basa su un modello industriale fondato su filiere produttive diffuse, forte specializzazione tecnologica e vocazione all’export. Tuttavia, non mancano alcune fragilità strutturali: dalla dipendenza energetica alle vulnerabilità tecnologiche, fino alle difficoltà di scala negli investimenti in innovazione. In questo contesto, governare le tre transizioni intrecciate – digitale, green e demografica – richiede una rigorosa strategia sul capitale umano. Come evidenziato da Riccardo Di Stefano, delegato di Confindustria all’Education e Open Innovation, oggi quasi un’impresa su due fatica a trovare i profili necessari. Diventa quindi essenziale il consolidamento degli Its Academy e una collaborazione strutturale tra scuola, IeFP, università e imprese per trasformare la conoscenza in soluzioni concrete.

 

A livello di sistema, il Made in Italy non può limitarsi a difendere una tradizione, per quanto gloriosa, ma deve costruire il proprio futuro. Marco Taisch, presidente di Mics, ha ribadito che rinunciare all’innovazione significa rinunciare a essere protagonisti tout court. Per questo motivo, con Mics 2.0 la Fondazione punta a un salto di qualità: non più soltanto un programma di ricerca, ma una vera e propria piattaforma permanente in cui la ricerca, il tessuto imprenditoriale e le istituzioni possano incontrarsi stabilmente per fare innovazione insieme.

 

 

Fonte di riferimento: Claudio Tucci, “Competenze Centrali per il futuro dell’industria, IlSole24Ore