Le tensioni energetiche minacciano il Made in Italy: chimica e gomma tra i settori più esposti

Le tensioni internazionali e l’incertezza legata ai conflitti in corso tornano a pesare sulle prospettive dell’industria europea. A preoccupare è soprattutto l’impatto che eventuali interruzioni nelle forniture di materie prime ed energia potrebbero avere su alcune filiere chiave del Made in Italy.

 

Tra i comparti più esposti figura l’industria chimica, che dipende in larga parte da materie prime importate, in particolare da paesi dell’area del Golfo. In diversi casi queste forniture rappresentano una quota significativa degli approvvigionamenti, rendendo complessa una sostituzione rapida in caso di crisi o blocchi commerciali.

 

Il rischio non riguarda solo l’aumento dei costi energetici. Gli analisti segnalano infatti possibili effetti a catena lungo le filiere industriali: molti prodotti chimici e materiali intermedi sono utilizzati in numerosi processi produttivi, dalla plastica alla manifattura avanzata. Eventuali rallentamenti nelle forniture potrebbero quindi tradursi in ritardi nella produzione e in nuovi aumenti dei prezzi.

Anche il comparto della gomma e alcuni segmenti legati all’oil & gas risultano particolarmente vulnerabili. In questi casi la dipendenza da fornitori concentrati in poche aree del mondo rende più difficile trovare alternative nel breve periodo.

 

Il quadro si inserisce in un momento delicato per la politica industriale europea. Bruxelles sta valutando strategie per rafforzare l’autonomia produttiva del continente e ridurre la dipendenza da paesi terzi per materie prime e componenti strategiche. Tuttavia, un maggiore ricorso alla produzione interna potrebbe comportare costi più elevati per le imprese e, di conseguenza, per i consumatori.

 

Per l’Italia, uno dei principali poli manifatturieri d’Europa, la sfida sarà quindi quella di conciliare sicurezza delle forniture e competitività industriale. L’evoluzione del contesto geopolitico potrebbe rivelarsi decisiva per la tenuta della ripresa economica nei prossimi mesi.

 

Nello scenario d’incertezza globale, la competitività industriale può essere sostenuta con programmi strategici di azione che supportano l’ecosistema produttivo. Nell’Hub di Città della Scienza a Napoli, grazie al progetto Manifattura 4.0, le imprese vengono guidate in un ecosistema innovativo, capace di favorire la transizione energetica e la sostenibilità d’impresa. Un programma che consente di incrementare la crescita e lo sviluppo delle start-up e delle imprese, favorendo processi di innovazione digitale. 


Fonte di riferimento: https://www.corriere.it/economia/aziende/26_marzo_09/made-in-italy-dalla-gomma-alla-chimica-ecco-chi-soffrira-di-piu-se-la-guerra-strozza-la-ripresa-0db56d89-9457-4ba0-a979-d1f9c2001xlk.shtml