Innovazione digitale: al via il centro studi Assosoftware per migliorare la governance e la competitività del settore

Nel contesto della trasformazione digitale, AssoSoftware ha annunciato la nascita di un nuovo Centro Studi con l’obiettivo di approfondire il ruolo del software nello sviluppo economico del Paese. L’iniziativa si inserisce in un quadro caratterizzato da una crescente centralità delle tecnologie digitali, ma anche da alcune criticità strutturali ancora irrisolte.

 

Il Centro Studi orienterà la propria attività lungo due principali direttrici: da un lato, l’analisi della filiera del software e del suo impatto su produttività e occupazione; dall’altro, il contributo del comparto alla digitalizzazione del sistema produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

 

Il settore del software in Italia evidenzia segnali di dinamismo e capacità innovativa, ma permane una forte frammentazione che limita le possibilità di crescita dimensionale e competitività internazionale. In questo scenario, il nuovo organismo si propone come strumento di supporto alle politiche pubbliche e alle strategie industriali, attraverso attività di ricerca, analisi e divulgazione.

 

Nel corso della presentazione è emersa inoltre l’esigenza di una maggiore coerenza nelle politiche di sviluppo digitale. In particolare, è stata sottolineata la mancanza di un quadro strategico unitario a livello nazionale, elemento ritenuto essenziale per valorizzare appieno il potenziale del settore e favorire investimenti strutturali.

 

Il rafforzamento dell’ecosistema digitale, secondo l’associazione, richiede un approccio sistemico che integri innovazione tecnologica, sviluppo delle competenze e politiche industriali mirate. In tale prospettiva, il Centro Studi intende contribuire alla definizione di linee guida e proposte operative, promuovendo un dialogo costante tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca.

Fonte di riferimento: https://www.dire.it/02-04-2026/1228724-digitale-nasce-il-centro-studi-assosoftware-italia-senza-piano-strategico/