La Physical AI è la vera rivoluzione della robotica

La Physical AI si candida a diventare uno dei principali driver di sviluppo della robotica nei prossimi anni, con impatti rilevanti su industria, servizi e modelli di business. Non si tratta solo di un avanzamento tecnologico, ma di un cambio strutturale che sposta il baricentro dall’elaborazione dei dati alla capacità di interazione nel mondo reale.

La vera rivoluzione è la Physical AI”, afferma il professor Bruno Siciliano, sottolineando come l’intelligenza artificiale stia evolvendo verso sistemi “incarnati”, dotati di sensori e capacità operative. Una trasformazione che apre nuove opportunità economiche, soprattutto nei contesti in cui i robot possono collaborare direttamente con l’uomo.

 

In questo scenario, secondo Bruno Siciliano, cambia anche la natura del valore generato: “Non parliamo più solo di tecnologie dell’informazione, ma di tecnologie dell’interazione”. Il passaggio è strategico perché abilita un’economia basata non solo sui dati, ma sulle competenze fisiche trasferibili, dalla manipolazione degli oggetti alle attività operative complesse. Tra i fattori abilitanti, emerge il ruolo del tatto, destinato a incidere direttamente sulla competitività delle imprese. “Il senso del tatto è destinato a diventare centrale”, osserva Siciliano. L’integrazione di sensori tattili avanzati consente infatti di ampliare il raggio d’azione dei robot, rendendoli più efficaci in ambiti ad alto valore aggiunto come la manifattura flessibile, la logistica avanzata e la sanità. “Senza il tatto non c’è vera interazione fisica”, sintetizza.

 

La transizione verso robot più flessibili e sicuri, spesso sviluppati secondo logiche bioispirate e di soft robotics, rappresenta un ulteriore tassello di questa evoluzione. Sistemi meno rigidi e più adattivi permettono di ridurre i costi di integrazione e aumentare l’accettabilità nei contesti produttivi e sociali, favorendo una diffusione più ampia delle tecnologie.

 

Dal punto di vista economico, la Physical AI apre quindi nuovi mercati e ridefinisce le catene del valore, con un impatto che va oltre l’industria manifatturiera per coinvolgere servizi, assistenza e healthcare. In questo quadro, resta centrale il tema dell’adozione: “La robotica deve essere sempre più centrata sull’uomo”, evidenzia Bruno Siciliano. La capacità di progettare soluzioni sicure, intuitive e socialmente accettate sarà determinante per tradurre il potenziale tecnologico in crescita economica concreta.

In prospettiva, la convergenza tra Physical AI e tecnologie sensoriali avanzate si configura quindi come uno dei principali fattori di trasformazione dell’economia della robotica, con effetti destinati a estendersi a tutto il sistema produttivo.

 

Fonte di riferimento: https://www.innovationpost.it/attualita/ricerca-e-innovazione/il-professor-siciliano-vi-spiego-perche-la-physical-ai-e-il-senso-del-tatto-cambieranno-la-robotica/