Intelligenza artificiale, Italia in accelerazione: mercato a +50%, ma le PMI restano indietro

L’Intelligenza Artificiale cresce rapidamente anche in Italia, ma il sistema produttivo procede a due velocità. Da un lato le grandi imprese accelerano sugli investimenti e sulle applicazioni concrete; dall’altro, il tessuto delle piccole e medie imprese — ossatura dell’economia nazionale — fatica a trasformare l’interesse in progetti strutturati e scalabili.

 

Secondo i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell’IA ha raggiunto nel 2025 il valore di 1,8 miliardi di euro, segnando una crescita del +50% rispetto all’anno precedente. Un’espansione trainata in particolare dalle applicazioni di IA generativa, dall’automazione dei processi e dai sistemi di supporto alle decisioni.

Il dato conferma che l’attenzione delle imprese è elevata: oltre il 70% delle grandi aziende ha avviato almeno un progetto legato all’IA. Tuttavia, il quadro cambia radicalmente osservando le PMI. Qui l’adozione resta limitata e spesso confinata a sperimentazioni isolate, senza un’integrazione strutturale nei processi core o nei modelli di business.

 

Una fotografia complementare arriva da un’analisi riportata da Reuters, che evidenzia come l’utilizzo dell’IA tra le imprese italiane sia in crescita ma ancora circoscritto a una minoranza, soprattutto nelle realtà di maggiori dimensioni. Le aziende più piccole indicano tra i principali ostacoli costi, carenza di competenze specialistiche e incertezza normativa.

 

Il risultato è un ecosistema “sbilanciato”: le grandi organizzazioni riescono a sperimentare, testare e in alcuni casi industrializzare le soluzioni, mentre molte PMI restano in una fase esplorativa. E questo rappresenta un nodo critico per la competitività del Paese, considerando che oltre il 90% delle imprese italiane ha meno di 10 addetti.

Il punto centrale non è più l’accesso alla tecnologia, ma la capacità di tradurla in value creation concreta. L’IA richiede investimenti in dati, revisione dei processi, governance e formazione del personale. Senza questi elementi, il rischio è che i progetti restino confinati a proof of concept, senza impatti tangibili su produttività, margini o nuovi ricavi.

 

L’Italia, dunque, accelera ma non in modo uniforme. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare l’interesse diffuso in adozione sistemica, riducendo il divario tra grandi imprese e PMI e accompagnando la transizione con competenze e modelli organizzativi adeguati.

 

Fonti di riferimento:

Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano – Rapporto 2025 sul mercato italiano dell’IA

Reuters – Analisi sull’adozione dell’IA nelle imprese italiane