Industrial AI, sfida aperta per le PMI italiane tra limiti e opportunità

L’intelligenza artificiale applicata all’industria può rappresentare una leva decisiva per la crescita delle PMI italiane, ma il percorso di adozione resta complesso e ancora poco maturo. È quanto emerge dalle riflessioni di Emanuele Frontoni, docente di informatica e tra i principali studiosi italiani di intelligenza artificiale, e Marco Bentivogli, esperto di innovazione ed ex segretario generale della Fim-Cisl.

 

Secondo i due analisti, l’Industrial AI richiede un approccio profondamente diverso rispetto alle soluzioni più diffuse di AI generativa. A differenza dei modelli generalisti, infatti, deve essere progettata su misura dei singoli processi produttivi, caratterizzati da variabili e contesti altamente specifici.

 

In questo scenario, il nodo dei dati diventa centrale: nelle piccole e medie imprese italiane le informazioni disponibili sono spesso limitate, frammentate o difficili da valorizzare, rendendo più complessa l’adozione efficace di sistemi avanzati.

Non mancano poi criticità legate alle strategie. In molti casi, l’intelligenza artificiale viene introdotta senza una visione chiara, più per seguire una tendenza che per rispondere a obiettivi concreti. Il rischio è quello di investimenti poco mirati e di risultati inferiori alle aspettative.

Eppure, le opportunità restano significative. Se implementata con metodo, l’Industrial AI può migliorare la qualità della produzione, ottimizzare i processi e rafforzare la competitività delle imprese.

 

Sul fondo resta una sfida strategica più ampia: per l’Italia e l’Europa diventa sempre più urgente sviluppare competenze e soluzioni autonome, riducendo la dipendenza tecnologica dall’estero in un ambito destinato a incidere profondamente sul futuro dell’industria.

 

Fonte di riferimento
https://www.innovationpost.it/attualita/lindustrial-ai-per-le-pmi-italiane-frontoni-e-bentivogli-dati-e-strategie-di-adoption-i-freni-ma-lopportunita-e-enorme/