La manifattura italiana accelera sul fronte della digitalizzazione, ma la vera sfida resta trasformare gli investimenti tecnologici in risultati concreti e scalabili. È quanto emerge dall’undicesima edizione dello State of Smart Manufacturing Report realizzato da Rockwell Automation, che analizza lo stato della trasformazione digitale nel settore industriale italiano.
Le imprese manifatturiere stanno infatti adottando un approccio sempre più pragmatico all’innovazione: gli investimenti non sono più orientati soltanto alla sperimentazione tecnologica, ma puntano soprattutto ad aumentare la capacità produttiva e migliorare le performance operative. Secondo il report, il 68% delle aziende considera l’espansione della produzione il principale motore degli investimenti digitali.
La trasformazione digitale viene ormai percepita come un passaggio obbligato da gran parte del comparto industriale. Tuttavia, nonostante oltre l’80% delle organizzazioni ne riconosca l’importanza strategica, il livello di maturità resta molto variabile. A fare la differenza è soprattutto la capacità di esecuzione: molte imprese faticano ancora a tradurre le strategie digitali in processi realmente efficienti e sostenibili.
Tra le tecnologie al centro dell’attenzione c’è l’intelligenza artificiale.
In Italia quasi tutte le aziende manifatturiere dichiarano di voler introdurre strumenti di AI o machine learning, ma solo una minoranza ha già avviato investimenti concreti. Le applicazioni più diffuse riguardano l’ottimizzazione dei processi produttivi e il controllo qualità, segnale di un utilizzo sempre più orientato alla produttività industriale.
Parallelamente cresce anche l’attenzione verso la cybersecurity. La progressiva integrazione tra sistemi IT e tecnologie operative aumenta infatti l’esposizione ai rischi informatici. La quasi totalità dei produttori sta investendo o prevede di investire nella sicurezza digitale, anche se il numero di attacchi subiti nell’ultimo anno conferma che il livello di protezione rimane ancora disomogeneo.
Un altro nodo riguarda la gestione dei dati. Cloud, robotica e piattaforme software continuano a guadagnare spazio nelle strategie industriali grazie alla loro capacità di generare ritorni economici misurabili. Nonostante questo, le aziende riescono a sfruttare solo una parte limitata delle informazioni raccolte, segnale di un gap ancora significativo tra disponibilità dei dati e capacità di utilizzarli in modo efficace.
A rallentare la trasformazione pesa soprattutto la questione delle competenze. La carenza di profili specializzati e la difficoltà nel gestire il cambiamento organizzativo stanno spingendo le imprese a investire sempre più in automazione e programmi di formazione. Cresce infatti il numero di lavoratori coinvolti in percorsi di reskilling per affrontare i nuovi ruoli richiesti dalla fabbrica digitale.
Secondo Luca Galluzzi, Country Director Italia di Rockwell Automation, il settore manifatturiero italiano ha ormai costruito basi solide per la trasformazione digitale. La sfida, ora, è rendere queste innovazioni realmente operative, traducendo le ambizioni tecnologiche in produttività, resilienza e competitività industriale.
Fonte di riferimento:
https://www.innovationpost.it/tecnologie/automazione/aumenta-la-maturita-digitale-della-manifattura-italiana-ma-la-capacita-di-esecuzione-resta-una-sfida/