Il futuro dell’edilizia prende forma: completato il Digital Building Lab a Città della Scienza

Le tecnologie di fabbricazione digitale trasformano definitivamente il settore delle costruzioni con un’installazione permanente a Napoli. Presso l’area esterna della Fondazione IDIS – Città della Scienza, è stato infatti ultimato e aperto al pubblico il Digital Building Lab. Questo exhibit divulgativo, inserito a pieno titolo nel Progetto Strategico Regionale “Manifattur@ Campania: Industria 4.0”, illustra in modo concreto e tangibile le innumerevoli applicazioni pratiche delle tecnologie additive nell’edilizia contemporanea. Terminate le delicate fasi di assemblaggio e i collaudi di rito, l’installazione accoglie ora stabilmente professionisti, stakeholder, e tutti coloro che desiderano compiere un affascinante viaggio nelle tecnologie che costruiranno le città del futuro.

 

L’installazione si presenta come una spettacolare parete espositiva della lunghezza complessiva di circa 30 metri. Il progetto si fonda su una rigorosa modularità: il sistema è composto da 30 unità indipendenti larghe circa 1 metro, accostate in sequenza. Questa configurazione garantisce la massima flessibilità, permettendo la riconfigurazione dei singoli componenti, ciascuno caratterizzato da un design unico e generato tramite avanzati algoritmi di modellazione tridimensionale. La stabilità strutturale è affidata a robusti telai metallici in acciaio di qualità S355 (costituiti da profili HEB e IPE), ancorati meccanicamente a basamenti in calcestruzzo. Questo innovativo sistema a zavorra rende l’intera struttura completamente autoportante, eliminando la necessità di ancoraggi permanenti o interventi invasivi al suolo e garantendo la totale reversibilità dell’opera.

 

Il cuore tecnologico e dimostrativo dell’opera risiede nei pannelli espositivi, sapientemente inseriti in due ordini sovrapposti all’interno della struttura metallica. I pannelli inferiori sono realizzati con tecnologia di stampa 3D in calcestruzzo (3DCP), caratterizzati da layer indicativi di circa 1 cm e prodotti impiegando il materiale Heidelberg I-Tech 3D processato da un braccio robotico a sei assi. L’ordine superiore impiega invece la tecnologia FDM (Fused Deposition Modeling) per stampare polimeri plastici (come PETG e ASA) appositamente selezionati per la spiccata resistenza all’ambiente esterno, alle radiazioni UV e alle repentine variazioni termiche. L’intero processo manifatturiero è stato curato da Etesias S.r.l., PMI che fonda il proprio workflow sui tre pilastri di Sostenibilità, Innovazione e Design. Sotto il profilo ambientale, l’impiego mirato della tecnologia additiva ha consentito di evitare l’utilizzo delle tradizionali casseforme in legno, riducendo fino al 40% il materiale necessario e abbattendo decisivamente l’impronta di CO2.

 

L’esposizione guida i visitatori esplorando in sezioni distinte come i componenti superino i classici vincoli costruttivi tradizionali:

 

  • Sezione A (Decorazioni e superfici): Mostra come la modellazione parametrica ampli i confini del design architettonico. I pannelli in polimero tramutano immagini 2D in rilievi tridimensionali, mentre i prototipi in cemento rielaborano digitalmente i celebri Textile Block wrightiani e le antiche tecniche dell’opus incertum.
  • Sezione B (Controllo solare): Espone schermature a percorso labirintico in PETG che bloccano la visuale diretta ma lasciano fluire liberamente l’aria. In calcestruzzo, si ammirano frangisole direzionali progettati con lamelle inclinate per mitigare in modo attivo il surriscaldamento passivo degli edifici.
  • Sezione C (Pannelli ventilati): Membrane asimmetriche in plastica e imponenti facciate piegate in cemento modulano dinamicamente il passaggio dell’aria, alterando il comportamento termico dell’involucro edilizio e ottimizzando il comfort microclimatico.
  • Sezione D (Componenti funzionali): Le tecnologie esposte dimostrano la straordinaria capacità di incorporare alloggiamenti tecnici e canalizzazioni. Le cavità per i cablaggi e i rilievi per il controllo sonoro vengono estrusi simultaneamente al blocco strutturale, azzerando di fatto la necessità di successive tracce murarie in fase di cantiere.
  • Sezione E (Verde Verticale): Rappresenta una sfida vinta, fondendo organicamente l’involucro edilizio con organismi viventi. Tasche di substrato, canali di irrigazione e complessi sistemi di drenaggio sono stampati nativamente nel singolo toolpath robotico per ospitare la vegetazione. Questa integrazione garantisce un eccezionale abbattimento termico e agisce come filtro naturale per le polveri sottili.

 

Il Digital Building Lab non si limita semplicemente a esibire manufatti tecnici di altissimo livello, ma sancisce un effettivo salto evolutivo per l’industria manifatturiera delle costruzioni. Situato nel suo habitat definitivo a Città della Scienza, l’exhibit certifica la maturità di un ecosistema pronto a guidare la rivoluzione dell’Industria 4.0, integrando indissolubilmente forma, materia e prestazione in un linguaggio architettonico totalmente rinnovato.