Nel mese di febbraio 2026 l’attività del settore manifatturiero nell’area dell’euro ha evidenziato un rafforzamento significativo, segnando il livello più alto degli ultimi 44 mesi. Secondo le più recenti indagini basate sull’indice HCOB Eurozone Manufacturing PMI, l’indicatore è salito a 50,8 punti, superando la soglia dei 50 punti che distingue la fase di espansione da quella di contrazione e indicando un miglioramento delle condizioni operative per le imprese industriali della zona euro.
Il dato riflette una ripresa diffusa in gran parte dei Paesi membri: sei degli otto Stati monitorati hanno registrato valori dell’indice in crescita, con la Germania in evidenza grazie a un contributo particolarmente marcato alla dinamica positiva. Anche Italia, Paesi Bassi, Irlanda e Grecia hanno riportato performance solide, mentre la Francia ha mostrato un rallentamento e Spagna e Austria hanno evidenziato rispettivamente stagnazione e marginale peggioramento.
La ripresa è stata principalmente alimentata da un significativo aumento dei nuovi ordini, che ha favorito una robusta espansione della produzione industriale. Anche le prospettive delle imprese per i prossimi dodici mesi sono migliorate, con una crescita della fiducia che raggiunge i livelli più alti registrati negli ultimi quattro anni.
Tuttavia, l’espansione non è priva di sfide. I rilevatori indicano un intensificarsi delle pressioni inflazionistiche: i costi di approvvigionamento delle imprese sono aumentati per il terzo mese consecutivo, spinti in particolare dai rincari di energia e materie prime, e le imprese hanno trasferito parte di tali aumenti sui prezzi di vendita dei prodotti.
In questo contesto, le imprese dovranno bilanciare la crescita dell’attività con la gestione delle dinamiche dei costi per preservare margini e competitività, mentre l’ottimismo sulla domanda futura resta un elemento portante per le strategie di investimento e produzione nell’area euro.
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