L’Italia procede spedita verso gli obiettivi del Decennio Digitale europeo, avendo già raggiunto o avvicinato il 92% dei target fissati per il 2030. A sostenere questo percorso contribuiscono quasi 34 miliardi di euro di investimenti pubblici già attivati, soprattutto attraverso il PNRR.
Il quadro delineato dalla Commissione Europea mostra però un Paese che corre a velocità diverse. Da un lato, l’Italia si distingue per la diffusione delle infrastrutture digitali: la copertura 5G sfiora la totalità della popolazione, la fibra ottica continua a espandersi e le PMI adottano il cloud con percentuali superiori alla media europea.
Dall’altro, questi risultati non si traducono ancora in una diffusione capillare delle tecnologie più avanzate. L’intelligenza artificiale e la robotica restano poco integrate nei processi produttivi, soprattutto nel manifatturiero, dove solo una quota limitata di aziende utilizza sistemi di automazione intelligente.
A frenare la trasformazione digitale sono principalmente la carenza di competenze specialistiche e una maturità digitale ancora insufficiente nel tessuto imprenditoriale. Gli specialisti ICT rappresentano una parte ridotta della forza lavoro e molte PMI non hanno ancora raggiunto livelli elevati di digitalizzazione.
Non mancano tuttavia elementi di eccellenza. L’Italia occupa una posizione strategica nella filiera europea dei semiconduttori, può contare sul supercomputer Leonardo tra i più potenti del continente e sta investendo nello sviluppo delle tecnologie quantistiche. Anche sul fronte della cybersicurezza sono stati compiuti passi avanti, sebbene permangano margini di miglioramento nell’adozione di strumenti avanzati di protezione.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare la solidità delle infrastrutture in un reale vantaggio competitivo. Per Bruxelles la priorità è chiara: rafforzare le competenze digitali, favorire l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese e garantire continuità agli investimenti anche dopo la conclusione delle misure finanziate dal PNRR. Solo così l’Italia potrà consolidare il proprio percorso verso una digitalizzazione pienamente matura entro il 2030.
In questo contesto, il progetto strategico regionale “Manifattur@ Campania: Industria 4.0” intende favorire l’innovazione tecnologica delle PMI per favorire la crescita economica del tessuto produttivo campano.
Fonte di riferimento:
https://www.innovationpost.it/attualita/digitalizzazione-litalia-eccelle-su-reti-e-supercalcolo-ma-lo-skill-gap-frena-ladozione-di-ai-e-robotica/