Digital Building Lab: Dietro le Quinte di Etesias

Nel cuore del laboratorio Etesias prende vita la produzione dei pannelli destinati alla nuova esposizione presso Città della Scienza. Il fulcro di questa operazione è un avanzato setup tecnologico che vede come protagonista assoluto un braccio robotico a sei assi, dotato di uno sbraccio di ben 3,20 metri. Questo strumento, lavorando in stretta sinergia con macchinari di precisione, consente di tradurre i prototipi digitali in complessi manufatti architettonici stampati in 3D.

 

L’intero sistema è alimentato da una speciale pompa miscelatrice progettata per processare un cemento in polvere specifico per le applicazioni di manifattura additiva. Il materiale viene caricato all’interno di una camera orizzontale che ne garantisce un flusso continuo e costante fino alla testa del robot. Una fase critica dell’intera operazione consiste nella rigorosa calibrazione dell’acqua: la consistenza viene testata stampando 4 o 5 layer consecutivi, per assicurarsi che la miscela possieda la giusta tenuta e non collassi su se stessa.

 

Il punto di forza del processo risiede nelle straordinarie proprietà del materiale formulato ad hoc per la stampa 3D. Questa specifica miscela cementizia permette infatti di realizzare geometrie audaci, caratterizzate da pendenze estreme. Il risultato è reso possibile dai tempi di reazione del composto: dopo soli pochi minuti dall’estrusione, il materiale raggiunge il suo primo stadio di indurimento, riuscendo a sopportare agilmente il peso degli strati successivi.

 

Oltre alle performance strutturali, il laboratorio dedica grande attenzione anche alla resa estetica degli elementi. Com’è possibile notare dalla video-intervista, il team è sta conducendo una prova colore, aggiungendo un ossido blu direttamente al cemento fresco. Poiché la tonalità del materiale miscelato risulta fisiologicamente più scura rispetto a quella definitiva, viene realizzato un apposito provino di stampa. Questo passaggio permette di valutare con esattezza la resa cromatica a indurimento avvenuto, offrendo la possibilità di correggere e perfezionare al milligrammo la proporzione del pigmento.