La Cina non si è limitata a vincere la corsa ai robot umanoidi: ne ha ridefinito le regole. Grazie a una capacità produttiva senza precedenti e a migliaia di unità già operative, Pechino domina oggi la componente hardware di un settore destinato a trasformare profondamente l’industria globale.
A delinearne le implicazioni per l’Europa è William Shi, amministratore delegato per l’Europa di Agibot. Dalla sede di Milano, scelta come hub strategico per l’espansione nel continente, Shi guida l’ingresso dell’azienda nel mercato europeo. La società ha recentemente annunciato la produzione del suo decimillesimo robot umanoide, attirando investimenti da colossi come Tencent Holdings, HongShan Capital Group e LG Electronics, e punta a una quotazione alla Borsa di Hong Kong.
Secondo Shi, l’Europa rappresenta un banco di prova decisivo: soddisfare i suoi standard significa acquisire credibilità globale. Presso la sede di Shanghai, i robot vengono addestrati in ambienti controllati, dove i dati raccolti alimentano modelli avanzati di intelligenza artificiale destinati alla produzione.
Il vantaggio competitivo cinese è sostenuto da una strategia industriale coordinata: il Paese produce circa l’80% dei robot umanoidi e investe massicciamente nel settore, con programmi pubblici e centri di formazione dedicati, come quelli avviati nella provincia dell’Hubei e a Wuhan.
In Europa, i primi ambiti di applicazione saranno fiere ed eventi, per poi estendersi gradualmente all’industria. Tuttavia, oltre alle sfide tecnologiche, emergono questioni cruciali legate alla governance dei dati: chi li controlla, dove vengono elaborati e sotto quale giurisdizione. Interrogativi che definiranno i futuri equilibri della robotica globale.
Fonte di riferimento:
https://www.ilsole24ore.com/art/robot-umanoidi-europa-partita-credibilita-AI0Bh6MC